Visto che lo sviluppo di vaccini preventivi per l’infezione da HIV procede alquanto lentamente (a causa dell’estrema variabilità virale e delle particolari modalità con le quali l’infezione si trasmette), sono necessarie altre strategie a breve termine per sperare di controllare in qualche modo l’epidemia da HIV/AIDS soprattutto nei paesi più poveri ed in via di sviluppo.
Secondo P. Piot, direttore esecutivo dello UNAIDS, “avremo molto probabilmente un microbicida efficace prima di riuscire ad ottenere un vaccino”.
Per questi motivi si sta cercando di sviluppare e valutare il possibile impiego di agenti microbicidi (cioè in grado di uccidere agenti esterni quali i virus) da utilizzare a livello vaginale (sotto forma di creme, gel, candelette, pessari etc.) per prevenire la trasmissione sessuale dell’infezione.
Questo approccio consentirebbe inoltre di rispondere all’esigenza di numerose donne, per le quali l’evitare l’esposizione all’HIV è quasi impossibile per motivi culturali, sociali ed economici che, ad esempio, impediscono loro di esigere rapporti sessuali protetti mediante l’uso del preservativo, anche se sanno che il loro partner è verosimilmente sieropositivo. Ciò si traduce in un incremento dell’infezione tra le donne che, secondo l’AMFAR (American Foundation for AIDS Research), costituiscono circa 1/3 delle nuove infezioni, rispetto al solo 7% del 1985.
La World Bank si è inoltre recentemente impegnata a garantire la disponibilità di fondi per acquistare e distribuire i microbicidi ai paesi in via di sviluppo, una volta che questi farmaci siano diventati disponibili.
La ricerca sui microbicidi
Il microbicida ideale dovrebbe essere una molecola efficace e sicura non solo nei confronti dell’infezione da HIV ma anche di altre malattie a trasmissione sessuale, che consenta alle donne di rimanere incinta se lo desiderano, che sia attiva appena applicata e che tale effetto persista a lungo, che sia priva di sapore, di odore, invisibile, poco costosa e facile da conservare.
Mentre nel 1994 esistevano solo 12 agenti che venivano studiati come microbicidi potenziali per l’HIV, attualmente esistono 36 molecole in fase preclinica di sviluppo, 20 già in corso di studi sulla tollerabilità e 3 che sono saggiati in ampi studi di efficacia.
Gli studi finora condotti non hanno però prodotto risultati significativi anche perché sono state finora utilizzate varie molecole con attività aspecifica: ad esempio nonoxynolo-9 (gel spermicida), BCT-100 (formulazione di liposomi a lento rilascio), C31G (gel), Novasome (liposomi non fosfolipidici), BufferGel, PC 503, Pro2000.
Proprio nel giugno di quest’anno, è stato annunciato che uno dei candidati maggiormente promettenti di questo tipo di microbicidi (un gel spermicida denominato Advantage-S) si è dimostrato inefficace in uno studio di fase III sponsorizzato dall’UNAIDS.
Tra i microbicidi aspecifici che si stanno candidando per essere studiati nella specie umana, nel corso della recente conferenza sui microbicidi organizzata dall’IAS ad Alexandria, Virginia, sono stati invece presentati dei dati incoraggianti sul sodio lauril solfato (SLS) che è stato incorporato in un gel termoreversibile che dovrebbe agire anche da barriera fisica ai virus (una sorta di preservativo invisibile interno).
Maggior razionale scientifico avrebbe invece l’uso di farmaci antivirali specifici quali gli inibitori nucleotidici o non nucleosidici della trascrittasi inversa (NNRTIs), gli antagonisti dell’ingresso del virus nelle cellule e molecole che blocchino la funzione delle proteine che costituiscono l’involucro esterno del virus.
Per tale motivo si sta studiando il possibile utilizzo topico di alcuni NNRTIs (ad es, nevirapina, loviride) e di alcuni inibitori nucleotidici della trascrittasi inversa (ad es. PMPA) ma anche degli inibitori dei co-recettori di ingresso dell’HIV (chemochine, naftalene solfonato), l’inibitore della fusione con il recettore gp-41, la cianovirina-N (una proteina – derivata da un’alga blu-verde e sintetizzata con tecniche ricombinanti – che inattiva l’HIV ed inibisce il suo ingresso nelle cellule), vari peptidi e solfati alchilici, surfattanti cationici (polibiguanidi, alidi morfolineiche), destrano solfato etc.
Idealmente, le strategie microbicide dovrebbero essere dirette contemporaneamente a due o tre diversi bersagli virali o del suo ciclo vitale: la strategia da seguire si basa quindi anche in questo caso sulle combinazioni di farmaci.
L’uso di alcuni agenti antivirali che sono già stati approvati per la terapia dell’infezione da HIV dovrebbe ricevere la massima priorità per lo sviluppo di queste molecole quali microbicidi anti-HIV.